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Il Brunello che tutto il mondo ormai apprezza, nasce verso la fine del 1800, grazie ala passione , alla perizia e all’intuizione del garibaldino Ferrucio Biondi Santi, reduce dalla vittoriosa battaglia di Bezzeca (1866).
Tornato nella sua terra, con lo stesso entusiasmo con cui partecipò alle campagne garibaldine si dedicò all’agricoltura, nei suoi possedimenti della tenuta il greppo lavorando unicamente su di un solo vitigno, il sangiovese.
Allora il vino si faceva alla maniera tradizionale toscana con il cosiddetto “governo”, pratica enologica secolare consistente nell’aggiungere al nuovo vino mosto di uve scelte per provocare una seconda fermentazione.
Ferrucio Biondi Santi vinificò da solo il sangiovese ed invecchiò quel vino per lunghi anni in botte. Nasceva così il Brunello (quasi sicuramente un nome di fantasia, dovuto al colore caratteristico): un vino forte e vellutato che non somigliava a nessun altro rosso da invecchiamento.
L’EVOLUZIONE STORICA DEL BRUNELLO
L’evoluzione storica del Brunello di Montalcino, in sintesi, può essere suddivisa in quattro fasi:
• La prima fase quella che va dalla sua nascita (la più antica testimonianza in bottiglia è datata 1888, custodita nella cantina della Tenuta il Greppo) ed arriva fino al 1935. Tutto questo arco di tempo vede l’opera di pochi, ma determinati viticoltori impegnati nello studio e nel lavoro intorno al vino. L’estensione delle vigne raggiunge nel 1929 i 925 ettari in coltura specializzata ed i 1243 ettari in coltura promiscua. Sono anni in cui il Brunello comincia a farsi conoscere raccogliendo consensi e premi in tutto il mondo. In questo periodo, si commercializzava il Brunello per lo più sfuso in damigiane (oltre a biondi Santi, erano soltanto 3 i produttori che imbottigliavano : Colombini, Franceschi, Angelini ). Questa prima fase termina negli anni trenta, periodo in cui la filossera rade al suolo tutte le vigne. Già nel 1932 Montalcino ha un primato “legislativo” : si può chiamare, infatti, Brunello solo il vino prodotto ed imbottigliato nel comune di Montalcino. La zona di produzione fu delimitata già nel 1932 dalla commissione del Ministero dell’Agricoltura, un territorio con un microclima ottimale e con struttura fisico-chimica particolare.
• La seconda fase è quella degli anni più bui, segnati da una ripresa lenta e faticosa, dedicata alla ricostituzione dei vigneti,interrotta e ritardata dal secondo conflitto mondiale che con il passaggio del fronte , contribuisce a ridurre l’ estensione delle superfici coltivate . I viticoltori (poco più di una decina ) negli anni ’50 prendono coscienza delle grandi potenzialità del Brunello di Montalcino. Questa fase di valorizzazione del vino arriva fino a 1963 ,anno in cui viene approvata la legge quadro sui vini Doc (n. 930 del 12 luglio 1963). La Doc, riconosciuta al Brunello il 28 Maro 1966, serve, oltre che per attribuire a questo prodotto il meritato valore, anche a tutelarlo dalle spiacevoli conseguenze che interessano invece al altri vini ed a spingere le aziende agricole più piccole a fare Brunello.
• La terza fase riguarda gli anni ‘60/’70. E’ in questo arco di tempo che il Brunello si fa conoscere sempre di più, raggiungendo i mercati di tutto il mondo. E’ questo il periodo in cui si espande la produzione ed il numero di produttori che, al fine di seguire una politica comune, si riuniscono nel Consorzio del Budello di Montalcino (data di nascita 18 Aprile 1967), con lo scopo di tutelare e salvaguardare la produzione e di estendere la conoscenza in Italia e nel mondo di questo vino. Al consorzio poi, con decreto Ministeriale del 7 Aprile 1979, sono state attribuite molteplici attività di vigilanza e di consulenza.
• La quarta fase è quella dei “giorni nostri” , la fase cioè del crescente successo del Brunello, che il 1 Luglio 1980 è stato il primo vino italiano ad avere la Denominazione d’Origine Controllata e Garantita) e l’arrivo nel territorio di Montalcino di capitali ed imprenditori anche fuori dalla Toscana e dall’Italia, come Banfi, Antinori, Frescobaldi, Gaja…, che hanno comunque continuato ad infondere nella cura del vigneto, della raccolta dell’uva e della vinificazione, la tradizionale costanza, sapienza e grande qualità. Grazie al Brunello e ad altri vini, La provincia di Siena è diventata uno dei poli Magnetici per eccellenza dell’enoturismo nel mondo.
IL TERRITORIO
La zona di produzione coincide con il territorio comunale di Montalcino. Distribuite su di esso, secondo la migliore tradizione viticola dell’ambiente,e mirabilmente inserite nella bellezza del paesaggio, le aziende di Montalcino offrono l’opportunità di piacevoli itinerari enoturistici.
Passando per i borghi caratteristici e fitte macchi boschive si scoprono vigneti ben curati e le cantine perfettamente attrezzate ed ordinate, segreti ed orgoglio di ogni fattoria, dalla più piccola alla più grande..
Il comune di Montalcino si trova a 40 chilometri a sud di Siena, il suo territorio è delimitato dalle valli dell’Orcia, dell’Asso, e dell’Ombrone, assume un forma quasi circolare con un diametro di sedici chilometri e con una superficie di 24.000 ettari.
DISCIPLINARE
Ritenuta una della maggiori espressioni dell’enologia italiana,il Brunello di montalcino è prodotto esclusivamente con uva sangiovese (denominata a montanino “Brunello”)secondo le norme di un severo disciplinare che, oltre a fissare i limiti di resa ad ettaro, periodo di invecchiamento, caratteristiche del prodotto, stabilisce che prima della commercializzazione il vini sia sottoposto all’esame di una apposita commisione per il riconoscimento dei requisiti di particolare pregio onde fregiarsi della DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA E GARANTITA
• Zona di produzione: Comune di Montalcino
• Vitigno: Sangiovese (Brunello)
• Resa massima dell’uva: 80 quintali per ettaro
• Affinamento in legno obbligatorio: 2 anni in botti di rovere
• Affinamento in bottiglia obbligatorio: 4 mesi (6 mesi per il tipo riserva)
• Colore: rosso rubino intenso tendente al granato per l’invecchiamento
• Odore: profumo caratteristico ed intenso
• Sapore: asciutto, caldo un po’ tannico, robusto e armonico
• Gradazione alcolica minima: 12,5%vol.
• Acidità totale minima: 5 g/l
• Imbottigliamento: può essere effettato solo nella zona di produzione
• Immissione al consumo: dopo 5 anni all’anno di vendemmia (6 anni per il tipo Riserva)
• Confezionamento: il Brunello di Montalcino può essere posto in commercio solo se confezionato in bottiglie di forma bordolese.
MIGLIORI ANNATE DEL BRUNELLO DI MONTALCINO
La qualità del vino è stretta mente correlata all’andamento climatico delle zone di coltivazione della vite. In particolare risultano molto importanti le precipitazioni piovose , soprattutto se coincidono con il periodo della vendemmia. Infatti nelle annate piovose, l’uva riempie gli acini di acqua e questo comporta una diluzione degli zuccheri dell’acino e una conseguente minor formazione di alcool etilico durante la fermentazione . Esaminando la produzione di Brunello di Montalcino degli ultimi 20 anni, dal ’82 al 01 si possono riscontrare 5 annate eccezionali: ’85-’88-’90-’95-’97.
PRUGNOLO GENTILE O SANGIOVESE GROSSO
La sua origine si fa risalire al Sagioveto da cui differisce per alcune caratteristiche peculiari. Pare essere autoctono del comune di Montepulciano. Ha i grappoli di media grandezza, allungati e compatti. Gli acini sono medio grossi, con buccia pruinosa , sottile ma consistente di color blu-violaceo. Buona la sua vigoria, elevata la produttività. Raggiunge la piena maturazione alla fine di settembre, inizio ottobre.
DEGUSTAZIONE
Il Brunello di Montalcino è un vino visivamente limpido, brillante, di color granato vivace. Ha profumo inteso, persistente, ampio ed etereo. Si riconoscono sentori di sottobosco, legno aromatico, piccoli frutti leggera vaniglia e confettura composta. Al gusto il vino ha corpo elegante ed armonico, nerbo e razza , è asciutto e con lunga persistenza aromatica. Per le sue caratteristiche, il Brunello di Montalcino sopporta lunghi invecchiamenti , migliorando nel tempo. Difficile dire quanti anni questo vino migliora in bottiglia. Ciò dipende infatti dall’annata. Si va da un minimo di 10 anni fino a 30 , ma può essere
Conservato anche più a lungo. Naturalmente va conservato nel modo giusto:in una cantina fresca, ma soprattutto a temperatura costante , buia, senza rumori e odori; le bottiglie tenute coricate.
ABBINAMENTI
L’eleganza e il corpo armonico del vino
permettono abbinamenti con piatti molto strutturati e composti
quali carni rosse e la selvaggina da penna e da pelo , eventualmente accompagnate da funghi e tartufi.
Il Brunello di Montalcino è inoltre vino da abbinamento ottimale con formaggi, tome stagionate , Parmigiano Reggiano, pecorino toscano. Trova anche abbinamenti ottimali con piatti delle cucina internazionale a base di carne o con salse strutturate.
Il Brunello di Montalcino , per le sue caratteristiche , è godibile anche come vino da meditazione. Il Brunello di Montalcino deve essere servito in bicchieri di cristallo dalla forma ampia , panciuta, al fine di poterne cogliere il bouquet composito ed armonioso.
Il vino dovrà essere servito ad una temperatura di circa 18°C-20°C. Per il vino molto invecchiato è consigliabile la decantazione in caraffa di cristallo, al fine di meglio ossigenarlo e di proporlo nella sua totale purezza.
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