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Montepulciano e vini di qualità: un connubio che ha profonde radici storiche e che appare ormai inscindibile.
In questa piccola area del sud - est della Toscana, già caratterizzata dalla straordinaria ricchezza di un patrimonio in cui si incontrano e si fondono un bellissimo territorio ed una conformazione architettonica del centro abitato rimasta inalterata dal 1580, nascono anche vini di eccezionale pregio che fanno apparire questa terra quasi come "privilegiata".
Ma in realtà il vino, come altri prodotti del lavoro e dell’ingegno dell’uomo, non viene alla luce "per caso" a Montepulciano. Anzi è ormai unanime la convinzione opposta e cioè che solo grazie ad un territorio con queste caratteristiche e ad una cultura, ad una civiltà profondamente sviluppata ed attenta alla tutela ed alla valorizzazione del proprio bagaglio di capacità ed esperienze, poteva nascere una bevanda di pregio come il "Nobile".
Dunque senza ambiente e cultura non avremmo avuto questi vini che, a loro volta, hanno avuto un ruolo decisivo nella conservazione e nel miglioramento della natura e della qualità della vita del territorio.
Il Consorzio del Vino Nobile di Montepulcianotutela e promuove, dal 1965, l’immagine dei vini del comune (oltre alla DOCG "Nobile", anche le DOC Rosso di Montepulciano, Vin Santo, Chianti Colli Senesi e Bianco Vergine Val di Chiana), ne diffonde la conoscenza, attua programmi per il costante miglioramento della qualità, attiva ricerche sui vitigni, promuove iniziative per la più ampia diffusione dei prodotti e per la tutela della loro denominazione. Partecipa inoltre alla vita sociale del comune con iniziative per lo più di carattere culturale.
Attualmente aderiscono al Consorzio 71 aziende che rappresentano la quasi totalità della produzione; sono presenti marchi di antichissima tradizione locale ed altri di nascita recente; sono inoltre rappresentate alcune tra le più grandi case vinicole nazionali che hanno ritenuto opportuno essere presenti a Montepulciano ed hanno dedicato investimenti e risorse a questo territorio.
Dall’incontro tra tradizione e cultura del vino da una parte e innovazione tecnologica dall’altra continuano a scaturire quegli eccellenti risultati che hanno portato il "Nobile" (e gli altri vini di Montepulciano) ad occupare una posizione di rilievo nel panorama internazionale.
Una tra le più recenti ed interessanti iniziative realizzate dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano è la creazione di una Enoteca situata in Piazza Grande, alle spalle del magnifico Pozzo dei Grifi e dei Leoni (restaurato grazie ad un intervento congiunto dei produttori e del Comune), nei suggestivi sotterranei del Palazzo del Capitano. Nello stesso, storico edificio, si trovano gli uffici del Consorzio; inoltre il complesso ospita anche il Laboratorio Analisi Agro-alimentari ed il Centro Informazioni della Strada del Vino Nobile di Montepulciano, strutture di cui l’ente è socio. Tenuto conto che nel Palazzo del Capitano sorgerà anche il Museo della Vite e del Vito, si può ben parlare di "Palazzo del Vino" che si affaccia sullo stesso spazio di cui fanno parte il Palazzo Comunale e la Cattedrale. Piazza Grande, già di per sé luogo affascinante e ricco di storia e cultura, diventa così la "sintesi" dell’attualità di Montepulciano rappresentata dal potere civile del Comune, quello religioso della Diocesi e dall’attività economica e produttiva del settore viti-vinicolo.
Presso l’Enoteca Consortile è possibile degustare i vini delle varie etichette con l’assistenza di personale specializzato ed approfondire la propria conoscenza dei diversi prodotti.
È talmente stretto il legame tra Montepulciano ed il suo vino che la storia di questa comunità si intreccia spesso con quella delle bevanda apprezzata anche dagli Etruschi.
Anzi, in molti casi, proprio grazie a ritrovamenti di prodotti o documenti in qualche modo relativi al vino è stato possibile ricostruire o far venire alla luce passaggi importanti della storia di Montepulciano.
L’esistenza di un ricco patrimonio, ancora in parte inesplorato, di documenti e reperti del passato fa si che periodicamente i ricercatori arricchiscano di nuovi tasselli questo affascinante mosaico di fatti, personaggi, eventi.
Parlare di zona di produzione del Vino Nobile di Montepulciano vuol dire fare inevitabilmente riferimento al territorio di questo piccolo ma attivissimo comune del sud senese, situato in posizione particolarmente favorevole, sulla dorsale collinare tra Val di Chiana e Val d’Orcia. Tale zona è ristretta ai terreni compresi tra 250 e 580 metri s.l.m che presentano quelle caratteristiche climatiche e geologiche alle quali si deve la qualità del vino che si produce.
La produzione e la commercializzazione del Vino Nobile di Montepulciano, il primo in Italia a potersi fregiare, nel 1980, della Denominazione di Origine Controllata e Garantita (D.O.C.G.), sono regolate da un’attenta normativa (il "disciplinare") che ne fissa la caratteristiche fondamentali. Secondo il disciplinare la resa massima per ettaro di vigneto è di 80 quintali con una resa in vino effettiva del 70%. Il vino può essere immesso in commercio soltanto dopo due anni di maturazione (tre per la Riserva) e comunque dopo aver superato rigidi controlli consistenti in esami chimici ed organolettici compiuti da una commissione ministeriale. Anche la vinificazione la maturazione devono avvenire obbligatoriamente nel comune di Montepulciano.
Vino Nobile di Montepulciano: un prodotto non "di serie" (anzi, di quantità ridotta) e di altissima qualità che nel suo gusto, nei suoi aromi, nei suoi colori riesce a sintetizzare la storia, la cultura, l’intelligenza di una comunità che vi si dedica con passione ed impegno. Il Consorzio del Vino Nobile ha il delicato compito di vigilare affinché questo patrimonio non sia soggetto ad alcun rischio di essere impoverito.
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